Marina di Pisciotta

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Una fila di case sul mare, che guardano silenziose le spiagge di sassi questo è quello che la Marina di Pisciotta offre allo spettatore.

Marina di Pisciotta, piccolo borgo marinaro nato da quelli che erano i ricoveri delle brache dei pescatori, i cosidetti “magazeni”.

Passeggiando sul lungomare si può notare che le strutture al piano terra, conservano l’arco tipico della struttura dei magazeni. Oggi solo pochi conservano l’antica conformazione con l’arco in pietra anche all’interno. Inoltre, hanno perso il loro uso originario di ricovero per le imbarcazioni. Ma che siano diventati case, locali pubblici o semplici garage, sono ancora riconoscibili e integrati nell’architettura del borgo marinaro.

Le case si intersecano in vicoletti e scale fin ad arrivare in cima al sagrato della piccola Chiesa di Santa Maria di Portosalvo che offre un belvedere interessante.

La Marina di Pisciotta con le sue spiagge libere da la possibilità di godere a pieno del ‘selvaggio’ territorio cilentano. Terrotorio fatto di promontori a picco sul mare. Con alcune spiaggette raggiungibili solo a piedi o via mare troviamo territori nascosti alle folle. Queste conservano tutta la bellezza di luoghi incontaminati. Se in spiaggia abbiamo i sassi, in acqua troviamo per quasi tutto il litorale la sabbia, che caratterizza gran parte dei fondali della costa cilentana.

Antiche torri e antichi mestieri

Osservando il litorale dal mare sono ben riconoscibili le torri saracene costruite per la difesa del borgo. Attualmente alcune di queste torri sono di privati come nel caso della torre del Passariello. Altre, ad esempio quella all’Acquabianca, sono clash royale hack 2017 ios raggiungibili, via terra, tramite sentieri sterrati.

All’orizzonte si possono ancora osservare piccoli gozzi armati a vela latina. Antico tipo di vela a tre lati che agevola la risalita del vento e permette di governare l’imbarcazione con un numero ridotto di equipaggio.

Nel piccolo borgo marinaro sono rimaste intatte alcune tradizioni, diventate oggi un business vero e proprio. La pesca delle alici con la rete di “menaica” e la salagione di queste, o le imbarcazioni costruite “a mano” dai “maestri d’ascia”.