Pisciotta

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Arroccato su una collina, circondata dai suoi caratteristici ulivi secolari, si staglia il borgo medievale di Pisciotta.

Leggenda vuole che la fondazione di Pisciotta sia collegata direttamente all’incendio di Troia. In origine era uno degli insediamenti costruiti ad opera di chi scampò alla distruzione della città. Alcuni fanno risalire la costruzione di questo paese ad un principe di Messina e al senato romano che inviò delegati per popolarlo.

La leggenda termina dove cominciamo ad avere le prime memorie storiche. Il territorio pisciottano viene conteso da questo o l’altro feudatario.

La costruzione del borgo, come lo conosciamo oggi, risale all’epoca medievale. Il nome Pisciotta per la prima volta viene menzionato in documenti ufficiali. E’ infatti del 1144 il documento più antico che riporta il nome di Pisciotta, il Catalogus Baronum, lista di tutti i  vassalli e dei relativi possedimenti.

Parte integrate della storia di questo paese sono alcuni eventi storici legati al brigantaggio. Uno in particolare, le cinque giornate di Pisciotta.  Giornate di guerriglia, in cui per difendersi dall’attacco di Briganti, il parroco Don Michele Pinto e una donna, Vittoria Lauro, detta ‘Commare Tolla’, guidarono la resistenza dal palazzo Marchesale. In quell’occasione anche le donne del paese lottarono affianco dei loro mariti, arrivando a fabbricare i proiettili dei fucili e cartucce con le canne dell’organo della Chiesa del Carmine.

Pisciotta terra di culture passate.

Composta da strette stradine e vicoli che si estendo come un labirinto , Pisciotta riporta lo spettatore in un tempo passato.

In tutto il suo centro storico si può notare l’influenza barocca , soprattutto all’interno della Chiesa Madre. Dedicata ai SS. Apostoli Pietro e Paolo, il grosso della costruzione, risale circa al 1647. La chiesa conserva i tratti più marcati del barocco locale.

A sovrastare l’agglomerato urbano, troviamo con tutta la sua imponenza il Palazzo Marchesale. La sua terrazza offre un indimenticabile belvedere sulla Marina sottostante.

Ma è soffermandoci nei vicoli e guardando con attenzione che scopriamo le bellezze del posto. Le due cappelle, restaurate da pochi anni, di San Michele e della Madonna della Mercede. La piccola Chiesa dell’Addolorata, comunemente chiamata della Stella. Palazzo Mandina, sede del Municipio e la facciata di Palazzo Francia che si impone sulla piccola e un po’ nascosta Piazzetta Pagno.

Terra dell’ulivo pisciottano, nel suo territorio si possono ancora trovare tracce dei vecchi frantoi, alcuni ancora in buone condizioni e visitabili.

 

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