Rodio

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Rodio borgo medievale, tra leggenda e realtà.

 

A sette chilometri dal borgo medievale di Pisciotta, sorge quello di Rodio anche esso di notevole bellezza e pieno di storia.

Le prime notizie certe sulla frazione Rodio risalgono al XII secolo.

Il Borgo, come leggenda narra, fu edificato dai Cavalieri di Rodi, dai quali ne prende il nome. Infatti si presuppone che inizialmente il paese fosse un insediamento proprio dell’ordine cavalleresco.

L’agglomerato urbano si sviluppa intorno a due strutture principali, il Palazzo Baronale e il Santuario di Sant’Agnello Abate.

Il Palazzo Baronale appartenente alla famiglia Landulfo  è il centro portante dell’antico borgo medievale, tuttavia non si hanno notizie certe circa la sua storia. La struttura ingloba una torre medioevale con le caratteristiche mensole. Il restauro degli ultimi anni ha riportato il palazzo allo splendore originario, permettendo allo spettatore un tuffo nell’antichità.

Il santuario, che si affaccia su Piazza Vittoria , vanta uno stile barocco molto spiccato. Varcando il portale ottocentesco si rimane colpiti dalla particolarità dei colori policromi. Colori dovuti alle numerose trasformazioni ma che oggi ne caratterizzano le pareti. Inoltre al suo interno troviamo affreschi di artisti locali risalenti all’800.  All’esterno si rimane affascinati dal campanile con la caratteristica cupola “a bulbo di cipolla” .

Paese di Cappelle e frantoi

Un antica mappa mostra la presenza di numerose cappelle dislocate su tutto il territorio di Rodio. Oggi sono rimaste intatte solo la Cappella di S. Antonio collocata all’inizio del paese, e la Cappella della Madonna del Carmine posta su una collina lungo uno dei tanti sentieri sterrati.
A Rodio erano presenti  numerosi frantoi dove le macine erano mosse dall’asino e l’olio era prodotto rigorosamente a freddo, cioè senza alterarne le qualità con l’utilizzo di acqua calda.

Lontano da rumori indiscreti e immersi nella natura a Rodio è possibile fare delle meravigliose passeggiate all’ombra dei castagni e degli ulivi secolari, che riportano lo spettatore in tempi antichi.

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