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Sentieri degli Alburni

...il cilento a portata di mano...

Sentieri degli Alburni


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Sentieri degli Alburni : a spasso tra natura, storia ed enogastronomia di eccellenza. Comunità Montana “Alburni”

Sentieri degli Alburni è uno dei tre tracciati secondari rispetto all’itinerario principale della Via Popilia, ed è relativo a una delle tre aree in cui può essere suddiviso il territorio del GAL I Sentieri del Buon Vivere.

Il percorso parte dalla Via Popilia, nel territorio di Postiglione, attraversa i centri abitati di Postiglione, Controne, Castelcivita, Ottati, Sant’Angelo a Fasanella, Corleto Monforte, e giunge sino a San Rufo in modo da ottenere un collegamento con il territorio del GAL Vallo di Diano. Lungo il presente tratto è possibile visitare la chiesa di Santa Maria del Cardoneto ad Ottati e la grotta di San Michele a Sant’Angelo a Fasanella.

Il secondo ramo parte dall’abitato di Corleto Monforte, attraversa i centri abitati di Roscigno, Bellosguardo ed Aquara e giunge nuovamente sulla Via Popilia, nel territorio di Postiglione. Il terzo ramo parte dalla Via Popilia nel territorio del comune di Petina, attraversa i centri abitati di Petina e Sicignano degli Alburni, e giunge nuovamente sulla Via Popilia alla località Scorzo nel comune di Sicignano degli Alburni.

Il percorso è lungo complessivamente 122 km.

 Sentieri degli Alburni : Descrizione naturalistica

Tra le valli del Tanagro e del Calore, due affluenti del fiume Sele, si erge la catena montuosa degli Alburni. Alla base sentieri degli alburnidi questi monti si vede un anello di paesi tutti collocati in cima a colline. Il primo ramo della via Popilia denominato  “Sentiero dei Monti Alburni”, parte dal territorio di Postiglione, attraversa i centri abitati di Postiglione, Controne, Castelcivita, Ottati, S. Angelo a Fasanella, Corleto Monforte, e giunge sino a San Rufo.  Uscendo da Postiglione verso Controne, si costeggiano i Monti Alburni. La parte più alta del paese di Controne è attraversata dalla strada provinciale che porta ad Ottati. Anche questa via costeggia gli Alburni e ne segue tutte le sinuosità. Si allontana dal fiume Calore per avvicinarsi a Castelcivita che resta in alto sul picco di una collina. Da Ottati, la via si dirige a Sant’Angelo a Fasanella per poi arrivare a Corleto Monforte che resta sopra un altro sperone calcareo degli Alburni. Da qui, attraversando il  “Passo della Sentinella”, valico che collega la zona dei Monti Alburni con il Vallo di Diano, si arriva nel territorio di San Rufo. Il secondo ramo parte da Corleto Monforte, e attraversa le belle campagne di Roscigno, Bellosguardo fino ad arrivare Aquara, per poi, ritornare nuovamente sulla via Popilia nel territorio di Postiglione. Questi tre paesi sono  posizionati  in cima a colline lontane dal fiume e coltivate a viti, ulivi e cereali. Il terzo ramo parte da Petina attraversa Sicignano degli Alburni e giunge sulla via Popilia nei pressi della frazione di Scorzo, che altro non è che un piccolo gruppo di case che fiancheggiano la strada. Anche qui prevalgono le coltivazioni di viti, ulivi, peri, noci, peschi, castagni e oltre i mille metri la vegetazione dominante è costituita da faggi, qualche raro abete e tassi.

Sentieri degli Alburni : Flora e vegetazione

sentieri degli alburniVegetazione con popolamenti costituiti prevalentemente da faggeti, foreste sempreverdi, foreste miste di caducifoglie, macchia mediterranea, steppe aride, pascoli di alta quota. Nella fascia più bassa, che arriva fino a 600 metri di altezza e sale, dove gli influssi del clima mediterraneo si fanno più cospicui, fino agli 800/1000 metri, è presente la solita sciarpa, variegata e allegra, della foresta caducifoglia submontana: Carpino nero (Ostrya carpinifolia), Orniello (Fraxinus ornus),  Roverella (Quercus pubescens), Acero campestre (Acer campestre), Ontano napoletano (Alnus cordata). Laddove la roccia prevale e l’esposizione è migliore, prende il sopravvento la macchia mediterranea: Mirto (Myrtus communis), Ginestra odorosa (Spartium junceum), Fillirea (Phyllirea latifolia), Alaterno (Rhamnus alaternus), Lentisco (Pistacia lentiscus), Viburno (Viburnum tinus), Asparago (Asparagus acutifolius), Leccio (Quercus ilex). Dai 600 agli 800 metri troviamo: Cerro (Quercus cerris), Acero opalo (Acer opalus), Acero minore (Acer monspessulanum), Ginepro (Juniperus phoenicea), Prugnolo (Prunus spinosa), Biancospino (Crataegus monogyna), Vitalba (Clematis vitalba), Rovo (Rubus ulmifolius). Oltre i 1000 metri troviamo: Faggio (Fagus sylvatica), Abete bianco (Abies alba), Tasso (Taxus baccata).

 

 

Sentieri degli Alburni : Fauna

Mammiferi: Lontra (Lutra lutra), Gatto selvatico (Felis sentieri degli alburnisilvestris), Rinolofo maggiore (Rhinolophus ferrumequinum), Vespertilio maggiore (Myotis myotis), Miniottero (Miniopterus schreibersi), Puzzola (Mustela putorius), Donnola (Mustela nivalis), Tasso (Meles meles), Cinghiale (Sus scrofa), Volpe (Vulpes vulpes), Riccio (Erinaceus europaeus), Faina (Martes foina), Lupo (Canis lupus).

Uccelli migratori: Calandro (Anthus campestris), Tordela (Turdus viscivorus), Aquila reale (Aquila chrysaetos), Averla piccola (Lanius collurio), Tordo bottaccio (Turdus philomelos), Capinera (Sylvia atricapilla), Rigogolo (Oriolus oriolus), Pettirosso (Erithacus rubecula), Regolo (Regulus regulus), Usignolo (Luscinia megarhynchos), Frosone (Coccothraustes coccothraustes), Gruccione (Merops apiaster), Fringuello (Fringilla coelebs), Nibbio bruno (Milvus migrans), Nibbio reale (Milvus milvus), Luì piccolo (Phylloscopus collybita), Falco di palude (Circus aeruginosus), Albanella reale (Circus cyaneus), Biancone (Circaëtus gallicus), Falco pecchiaiolo (Pernis apivorus), Assiolo (Otus scops).

Uccelli stanziali: Picchio nero (Dryocopus martius), Cinciarella (Cyanistes caeruleus), Cinciallegra (Parus major), Merlo (Turdus merula), Merlo acquaiolo (Cinclus cinclus),  Ghiandaia (Garrulus glandarius), Gazza (Pica pica), Cornacchia grigia (Corvus cornix), Corvo imperiale (Corvus corax), Poiana (Buteo buteo), Gheppio (Falco tinnunculus), Falco pellegrino (Falco peregrinus), Martin pescatore (Alcedo atthis), Scricciolo (Troglodytes troglodytes), Usignolo di fiume (Cettia cetti), Codibugnolo (Aegithalos caudatus), Sparviere (Accipiter nisus), Allocco (Strix aluco), Civetta (Athene noctua), Barbagianni (Tyto alba), Gufo comune (Asio otus), Tortora dal collare (Streptopelia decaocto).

Rettili:  Biacco (Hierophis viridiflavus), Ramarro (Lacerta viridis), Colubro di Esculapio o Saettone  (Zamenis longissimus), Luscengola (Chalcides chalcides), Lucertola campestre (Podarcis siculus), Biscia dal collare (Natrix natrix), Vipera comune (Vipera aspis).

Anfibi: Rana agile (Rana dalmatina), Tritone crestato (Triturus carnifex), Salamandrina dagli occhiali (Salamandrina terdigitata), Ululone dal ventre giallo (Bombina variegata), Rospo smeraldino (Bufotes viridis), Raganella (Hyla arborea), Rana esculenta (Pelophylax esculentus), Rospo comune (Bufo bufo spinosus).

Pesci: Trota fario (Salmo trutta fario), Lampreda di fiume (Lampetra fluviatilis), Barbo italico (Barbus plebeyus).

Fonte: http://www.camministorici.it

 

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